Informazioni

Per informazioni: Tel.: 055 660493  Oratorio

L'Oratorio Centro Giovanile "Don Bosco" si trova in Via Gioberti, 33 con un ingresso anche da via Giovanni Bosco 33.
E' aperto dal lunedì al venerdì  dalle ore 16 alle ore 19.00; il sabato dalle 15.00 alle 19.00 e la domenica anche la mattina dopo la s.ta messa delle 10.30.
Lunedì, martedì o domenica : catechesi (vedi pagina dedicata)
Mercoledì, giovedì e venerdì dalle 17.00 : Laboratori
Per qualsiasi informazione riguardo alle iniziative, ai gruppi di interesse,
telefonare al numero 055 660493 e seguire il sito www.salesianifirenze.it
La casella di posta elettronica a cui rivolgersi per le informazioni è 
firenze-oratoriosdb@donbosco.it

Prossime attività:
21-12: TOMBOLATA  19.30 cena a seguire tombola;
NB: SONO INIZIATE LE ISCRIZIONI AI LABORATORI

- eventi progetto Oratorio 2.0
- Festa di don Bosco 2019: 
- Festa di Carnevale 2019: 
- SOGGIORNO LINGUISTICO IN INGHILTERRA 2019

L’Oratorio è storicamente la prima delle opere stabili di Don Bosco, che ha dato origine a tutte le altre. L’Oratorio di Don Bosco oggi si realizza in molteplici forme, le quali hanno però alcune caratteristiche essenziali comuni:

- L’Oratorio è un ambiente di ampia accoglienza aperto a una grande diversità di giovani; con differenti proposte e diversi livelli di appartenenza per ragazzi, adolescenti e giovani; caratterizzato da un forte protagonismo giovanile e da relazioni personali significative.
- L’Oratorio è un centro capace di offrire un’autentica educazione umana, che sa cogliere i valori positivi presenti nella società e cultura in cui vivono i giovani, e favorire la loro assimilazione.
- L’Oratorio offre un programma di evangelizzazione missionaria rivolto ai giovani per offrire loro, attraverso il risveglio della loro domanda di vita e compagnia, un cammino di educazione alla fede adatto alla loro situazione.
- L’Oratorio è una presenza cristiana nel mondo giovane e nella società civile, capace di offrire risposte educative ed evangeliche significative alle sfide e alle urgenze più sentite, specie quelle che si riferiscono ai lontani.

Il nostro Oratorio Centro Giovanile, seguendo l’ispirazione di Don Bosco, che lo concepì come casa che accoglie, parrocchia che evangelizza, scuola che avvia alla vita e cortile in cui incontrarsi in allegria, ancora oggi attraverso le sue numerose attività ricreative, come lo sport, la musica, il gioco e i percorsi formativi differenziati e specifici con la catechesi dei ragazzi e gruppi formativi per adolescenti e giovani, si prefigge di far si che chiunque entri nell’Oratorio si immetta in un cammino che ha come scopo di fare dI ogni giovane “un buon cristiano e un onesto cittadino”.


Oratorio Salesiano don Bosco FIRENZE: 

Ci presentiamo



A metà del 1800 un giovane prete originario della campagne vicino a Chieri, don Giovanni Bosco, (1815-1888) diede vita all’Oratorio di San Francesco di Sales a Valdocco, allora periferia della capitale del Regno Sabaudo. L’ambiente educativo costruito nell’Oratorio fu la risposta pastorale di don Bosco alle necessità degli adolescenti e dei giovani più bisognosi della città di Torino. Alla maggior parte di essi, assieme al catechismo, offriva un sano divertimento, l’istruzione elementare e competenze di lavoro per la vita.


Questo primo Oratorio fu per i giovani: casa che accoglie, parrocchia che evangelizza, scuola che avvia alla vita, cortile per incontrarsi tra amici e vivere in allegria”.


La nostra mission


Anche oggi l’Oratorio-Centro Giovanile vuole contribuire alla promozione integrale dei bambini, ragazzi, adolescenti giovani e delle loro famiglie, accogliendo tutto ciò che possa servire alla loro crescita, per diventare “buoni cristiani e onesti cittadini”, persone che a loro volta sappiano riconoscere e scegliere il bene per se stessi e per la collettività.

La proposta ideale si fa realtà attraverso itinerari educativi unitari, in funzione degli interessi dei giovani: dall’incontro con i giovani nel punto in cui si trovano, la comunità educativa li stimola e li accompagna a sviluppare tutte le loro risorse umane fino ad aprirli al senso della vita e alla ricerca di Dio, secondo il principio e metodo di evangelizzare educando ed educare evangelizzando.


Quali valori e attività promuoviamo


In conclusione, fratelli, tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri.” Paolo di Tarso Fil 4,8

Si dia ampia libertà di saltare, correre, schiamazzare a piacimento. La ginnastica, la musica, la declamazione, il teatrino, le passeggiate sono mezzi efficacissimi per ottenere la disciplina, giovare alla moralità ed alla sanità. Si badi soltanto  che la materia del trattenimento, le persone che intervengono, i discorsi che hanno luogo non siano biasimevoli. Fate tutto quello che volete, diceva il grande amico della gioventù s. Filippo Neri, a me basta che non facciate peccati.” don Bosco 


Come comunità cerchiamo di capire cosa è meglio per tutte le persone che frequentano e quali attività possano promuovere il bene scelto, quali: il gioco, anche nella forma più strutturata dello sport, la catechesi, il canto, la musica in generale, il teatro, il disegno e la pittura, laboratori di espressività corporea, la convivialità a tavola, le feste delle famiglie per ricorrenze, i centri estivi, i ritiri spirituali, la formazione culturale, le gite e le passeggiate, le accademie, esperienze di servizio …


Valore imprescindibile è il RISPETTO che offriamo e chiediamo: riconosciamo e trattiamo le persone, le cose, i ruoli, gli orari, gli ambienti per quello che sono. Traduciamo in pratica  rispetto in: saluto e gentilezza, linguaggio e gesti senza volgarità, ma anzi sempre cordiali,  uso corretto di tutti i giochi evitando comportamenti anche solo potenzialmente pericolosi, attenzione a mantenere l’ambiente pulito, vigilanza su possibili pericoli, divieto di fumare anche negli spazi all’aperto, divieto di usare parole o avere comportamenti aggressivi, minacciosi o peggio violenti; aiuto reciproco.


Il nostro impegno si fonda sulla carità, che tutto sopporta e  spera , cerca la verità e il bene di tutti, che è benigna e paziente: dona per prima, semplicemente sperando che di essere riconosciuta e accolta.  


Chi rende possibile e dà vita l’Oratorio


  • tutti coloro che lo frequentano, come singoli, gruppi o associazioni,  sono chiamati, con modalità e ruoli diversi,  a condividerne e promuoverne i valori e le finalità;
  • la comunità educativo-pastorale: composta da tutti coloro, adolescenti, giovani, adulti, anziani, come famiglie o come singoli che a vario titolo hanno qualche responsabilità educativa e non all’interno dell’ambiente;
  • la parrocchia della Sacra Famiglia, via Gioberti 33, Firenze, rappresentata dal suo parroco: l’ente giuridico che permette all’oratorio di esistere è la parrocchia e chi ha la responsabilità ultima sull’ambiente è il parroco;
  • un gruppo ci coordinamento, chiamato “Equipe oratoriana”, collegato ad un gruppo allargato “la commissione catechesi e oratorio” che fa riferimento al Consiglio parrocchiale” e per le questioni economiche e gestionali al “consiglio per gli affari economici” parrocchiale: si coordinano per accogliere o negare richieste di iniziative, preparare convenzioni e tutto ciò che riguarda la gestione.


Ogni giovane e famiglia, scegliendo tra le diverse possibilità di partecipazione che gli si offrono, può porsi nel cammino più adeguato alla propria condizione ed al proprio livello di maturazione


Alcuni nostri principi nella “difficile arte della educazione giovanile”


  • non ci si educa e si cresce da soli, ma si educa e si cresce insieme
  • una passione educativa preventiva e preveniente fondata su “ragione, religione e amorevolezza”;
  • cercare e promuovere sempre il bene , il bello, il buono il giusto;

- primato della persona e delle relazioni interpersonali;

- ispirandoci a don Bosco diciamo: “Il segreto della santità ( = una vita in pienezza): stare sempre molto allegri e esatta osservanza dei propri doveri di studio e di religione” 


L’oratorio in pratica si presenta come


– uno spazio aperto, con grande libertà di movimento, di appartenenza, di circolazione e con senso di responsabilità condiviso, in cui i minori, giovani e famiglie possano vivere da protagonisti;

– uno spazio che favorisce i rapporti personalizzati, faccia a faccia, che offra ambienti accoglienti che favoriscano lo stare insieme, il parlare, il comunicare gratuitamente, l’aiuto reciproco;

– una proposta di progetti specifici, ritenuti interessanti e significativi presso l’ambiente di riferimento dei giovani, capaci di intercettare i gusti e le domande dei giovani;

– una presenza attiva di educatori/animatori significativi per i giovani, consapevoli e capaci di essere punti di riferimento e di stimolo.

  • dialogo e collaborazione con altre istituzioni educative civili e religiose del territorio per mantenere «una rete educativa»; 



Come si sostiene economicamente l’Oratorio


Le spese per mantenere la struttura aperta, funzionante e sicura sono molte, alcune straordinarie , ma molte ordinarie: le attrezzature da sostituire, le utenze, i professionisti, le manutenzioni, gli adeguamenti, la formazione degli educatori,  etc.

I fondi per il mantenimento vengono dalle offerte ricevute per le attività a cui i frequentatori aderiscono, da offerte liberali, da eventuali progetti. L’oratorio non ha rendite “istituzionali”, quindi sono gli stessi frequentatori che devono preoccuparsi del suo mantenimento.


Ha scritto Umberto Eco: «L’oratorio è una macchina perfetta in cui ogni canale di comunicazione, dal gioco alla musica, dal teatro alla stampa e via dicendo, è gestito in proprio e riutilizzato e discusso quando la comunicazione arriva da fuori. In tale senso il progetto di Don Bosco investe tutta la società dell’era industriale con vivace immaginazione sociologica, senso dei tempi, inventiva organizzativa, e con una politica globale delle comunicazioni di massa…». 


Grazie a tutti coloro che dall’inizio del 1900, quando nacquero la parrocchia e l’oratorio salesiano di Firenze, ad oggi hanno contribuito con il loro tempo, capacità, risparmi a fare dell’oratorio una comunità che educa alla vita.


Firenze, ottobre 2018


I contenuti e alcuni testi della presente “carta d’identità dell’oratorio” sono mutuati da:

- G.BOSCO, Il sistema preventivo nella educazione della gioventù, Torino 1878

- DICASTERO P.G.SALESIANA, La pastorale giovanile salesiana: quadro di riferimento, Roma 2014

- www.notedipastoralegiovanile.it

- www.donbosco.it/oratorio-centro giovanile

- CEI, Il laboratorio dei talenti, Roma 2013