La storia della casa

  




   

    La Casa sorge sulle rovine di una antichissima colonica di montanari, probabilmente vecchia 500-600 anni almeno, le cui fondamenta sono ancora visibili in alcuni macigni rimasti poco oltre l’attuale edificio, accanto ai ciliegi del campo sportivo. Era stata edificata lungo un antico camminamento di montagna, ancora oggi visibile, che partiva dall’attuale strada del Borbotto, corrispondeva al campo sportivo, quindi proseguiva lungo il vialetto che porta all’edificio e verso la piscina, attraverso i castagneti, per ricollegarsi alla strada che tuttora riconduce al paese di Castagno. Una frana immane (cui la zona era soggetta molto spesso) ne determinò la distruzione nel XVI secolo. Gli abitanti la ricostruirono poco più in alto, dove si trovano attualmente le camere. Successivi rimaneggiamenti portarono il cascinale alla versione conosciuta dai Salesiani che l’acquistarono da un certo sig. Farano, nel 1962: una casa di montagna, assai semplice, povera, molto austera, dotata di un bellissimo forno, prezioso esempio di architettura montanara. 
   
    Don Raddi e don Torracchi ne chiesero l’acquisto all’ispettore salesiano di allora, che dette il suo consenso. I fondi furono trovati totalmente nelle casse della Casa salesiana di Borgo San Lorenzo, dove i Padri salesiani tenevano sin dagli anni ’30 la parrocchia, l’oratorio e l’Istituto, con varie scuole professionali. Cominciò così una prima semplice ristrutturazione, con la costruzione di una baracca in legno, sul sito della casa primordiale, le cui fondamenta in cemento sono ancora visibili, e che culminò con la costruzione della piscina, accanto ai castagneti, lungo il percorso della vecchia mulattiera che fu pure ricostruita. Nel 1967 i Padri Salesiani lasciarono l’opera di Borgo San Lorenzo e la Casa fu passata alla gestione della comunità di Figline e definitivamente a quella di Firenze, che l’ha curata fino ai giorni nostri. Si operò la costruzione del refettorio e l’aggiunta al vecchio cascinale di un’altra camerata, dal lato del campo sportivo, comprendente servizi, un piccolo vano caldaia, un’infermeria, una piccola stanza per il sacerdote. Il campo fu liberato da tonnellate di macigni, a suon di cariche di dinamite. 
     Questa versione della casa, i cui residui sono ancora visibili come grossi massi lungo il corridoio delle attuali camere, è rimasta tale fino agli inizi degli anni ’90, quando la normativa vigente rendeva impossibile l’accoglienza in sicurezza ai gruppi, per cui fu deciso di chiudere ed aprire il cantiere.

    Varie vicissitudini tecniche e finanziarie caratterizzarono negli anni a venire la Casa. La prima ricostruzione completa fu quella del refettorio e della cucina, con la fornitura a carattere alberghiero della stessa. L’inaugurazione di questo primo lotto avvenne nel 1995, praticamente nella versione attuale. Successivamente la ristrutturazione del vecchio cascinale ne determinò il crollo in varie parti, compresa la perdita dell’antichissimo forno e della cappellina. Sebbene il volume dell’edificio ripercorra a grandi linee quello del vecchio, almeno nella parte proprio del cascinale, e sebbene la facciata esterna ne tramandi l’aspetto, sempre in senso generico, con uno stile tipo colonica di mezza montagna, la ristrutturazione interna ed esterna è stata massiccia. La camerata aggiunta da Firenze agli inizi degli anni ’70 fu completamente demolita e vi furono costruite sopra le attuali camere del lato del campo sportivo, compreso il salone ed i servizi comuni al piano terra. Le traversie economiche e tecniche portarono alla costituzione dell’Associazione Amici del Castagno nel 2002, mentre il 14 ottobre 2003 l’Ispettore ligure toscano, don Alberto Lorenzelli, dette mandato informale di gestione alla stessa associazione e di passaggio di proprietà dall’Ispettoria alla parrocchia della Sacra Famiglia di Firenze, poi concretizzato con successivi interventi notarili e legali. Il resto è storia dei giorni nostri. La ristrutturazione fu completata e la Casa fu inaugurata come la si può godere attualmente l’11 giugno 2005.

Da allora ospita nuovamente ogni anno centinaia di ragazzi, ma anche gruppi familiari e associazioni.