Di seguito la programmazione del Cinema Sala Esse dal 20 al 24 febbraio 2026:
SALA ESSE
Venerdì 20 febbraio
- Due Procuratori ore 18:00
- Marty Supreme ore 21:00
Sabato 21 febbraio
- Due Procuratori ore 16:00
- Sorry, Baby ore 18:30
- Marty Supreme ore 21:00
Domenica 22 febbraio
- Sorry, Baby ore 16:00
- Marty Supreme ore 18:00
- Due Procuratori ore 21:00
Martedì 24 febbario
- Marty Supreme ore 21:00
I film che la Sala Esse ha scelto per questa settimana sono:
Due Procuratori di Sergei Loznitsa
Due Procuratori (2025) è un film di Sergei Loznitsa, con protagonisti Aleksandr Kuznetsov nel ruolo di Kornev, e Anatolij Belyy nel ruolo di Andrey Vyshinsky.
GENERE: Drammatico
PAESE: Francia, Germania, NL, Lettonia, Romania
DURATA: 1h 58min
TRAMA: URSS 1937. Apogeo della repressione staliniana. Un detenuto incaricato di bruciare tutti gli appelli rivolti al dittatore ne salva uno rivolto a un procuratore e riesce a farlo arrivare al destinatario. Il quale è Alexander Kornev, giovane magistrato idealista convinto di vivere nel più legale dei mondi. Si accorgerà, a sue spese, che la realtà è estremamente diversa. Questo film porta sullo schermo un testo di Georgy Demidov a lungo proibito in Russia perché offriva una testimonianza diretta dei gulag staliniani (oltre a quella nota di Solgenytsin). Per quanto riguarda la filmografia del documentarista ucraino sembra essere il diretto discendente di Process (2018) in cui si raccontava un processo staliniano del 1930 in cui alti dirigenti, accusati di avere ordito una trama per un attentato, confessavano colpe mai avute per salvarsi una vita da trascorrere però nei gulag.

Marty Supreme di Josh Safdie
Marty Supreme (2025) è un film di Josh Safdie, con protagonisti Timothée Chalamet, nel ruolo di Marty Mauser, e Gwyneth Paltrow nel ruolo di Kay Stone.
GENERE: Drammatico, Biografico
PAESE: USA
DURATA: 2h 30min
TRAMA: Follemente energico, è presente in ogni scena per due ore e trenta minuti, con occhiali rotondi, baffetti a penna e un piglio vanaglorioso e delirante mentre calza scarpe alle signore come in un film di Truffaut (Baci rubati). E rubati sono pure gli amplessi che consuma nel retrobottega con la donna di un altro e i soldi per guadagnarsi la terra promessa. Da qualche parte a New York, cuore battente e ricorrente protagonista della filmografia dei fratelli Safdie, Marty/Chalamet è sempre in movimento, attraversa il film come un tornado, con le dita nella presa, senza smettere di parlare e di scommettere su se stesso. Il suo piano? Vincere i campionati del mondo di ping pong, estinguere i debiti e diventare semplicemente il migliore per vivere felicemente. Naturalmente, il progetto si ritorcerà contro di lui in modo spettacolare perché Marty è un magnifico perdente, un giocatore d’azzardo che preferirebbe scommettere sempre i suoi soldi piuttosto che spenderli.
Un personaggio esagerato, vittima consenziente della propria autodistruzione, sullo stampo di Howard Ratner (Diamanti grezzi), un altro newyorkese e mascalzone patetico destinato al disastro. Megalomane e spregiudicato giocatore di ping pong, Chalamet, nuovo a un ruolo ‘antipatico’ e mai così estatico, completa la galleria di anime perse, imperfette e irresistibili dei Safdie, per la prima volta tutti soli.

Sorry, Baby di Eva Victor
Sorry, Baby (2025) è un film di Eva Victor, con protagonisti Eva Victor, nel ruolo di Agnes, e Lucas Hedges nel ruolo di Gavin.
GENERE: Drammatico
PAESE: USA
DURATA: 1h 43min
TRAMA: “Sorry, Baby” è il film di esordio di Eva Victor, che ne ha scritto la sceneggiatura, dirige e interpreta il ruolo della protagonista. Ed è un esordio folgorante che rivela un vero talento cinematografico e una voce femminile unica e potente, qui con il sostegno produttivo del regista Barry Jenkins.
Narrato per brevi vignette e capitoli che non seguono un ordine sequenziale corretto, come non lo fa la memoria di un evento traumatico, Sorry, Baby affronta in modo originale il tema della sopravvivenza a una violenza alternando dramma e humour, con una leggerezza che non è mai svilente di quanto è accaduto e una capacità di andare a fondo nel dolore della protagonista, e di descrivere il danno che la violenza sessuale causa in chi sembra sopravviverle in modo “efficiente”.
L’equilibrio che Victor riesce miracolosamente (o meglio, grazie ad un attento lavoro di precisione in sceneggiatura e in regia) a mantenere fra i diversi toni è la marcia in più di questa storia.

Seguici su Instagram e resta aggiornato sulle novità della Sala Esse.




