Di seguito la programmazione del Cinema Sala Esse dal 27 al 29 giugno 2025:
SALA ESSE
Venerdì 27 giugno
- Ritrovarsi a Tokyo ore 18:30 e ore 21:00
Sabato 28 giugno
- Ritrovarsi a Tokyo ore 16:00, ore 18:30 e ore 21:00
Domenica 29 giugno
- Ritrovarsi a Tokyo ore 16:00, ore 18:30 e ore 21:00
I film che la Sala Esse ha scelto per questa settimana sono:
Ritrovarsi a Tokyo di Guillaume Senez
Ritrovarsi a Tokyo (2025) è un film di Guillaume Senez, con protagonisti Romain Duris, nel ruolo di Jay e Mei Cirne-Masuki nel ruolo di Lily.
GENERE: Drammatico
PAESE: Belgio
DURATA: 1h 38min
TRAMA: Guillaume Senez dirige e scrive con Jean Denizot Ritrovarsi a Tokyo, un dramma sulla paternità e una denuncia, rispettosa e garbata quanto si vuole, ma precisa, sulla rigida legge giapponese che non prevede l’affidamento congiunto. Il primo dei due genitori che si “prende” il figlio potrà tenerlo con sé in esclusiva fino al compimento del suo 18° anno. Poi sarà il figlio stesso a decidere se vedere o meno l’altro genitore. La storia ci porta a Tokyo, oggi. Jay (uno straordinario Romain Duris, un’interpretazione intensa, tutta giocata in sottrazione, fatta di sguardi e lunghi silenzi) è un cuoco francese che vive da molti anni in Giappone. Tassista per necessità gira per le affollate vie di Tokyo tutto il giorno nella speranza che la sorte gli conceda di incontrare la figlia Lily (Mei Cirne-Masuki), frutto del suo, ormai naufragato, matrimonio con Keiko (Yumi Narita). Jay non la vede da quando aveva tre anni (ora ne ha 12) e dovrà aspettare che la
ragazza ne compia 18 perché possa scegliere se conoscerlo o farne definitivamente a meno. Un’idea originale e coraggiosa, per un film delicato, essenziale nella scrittura, magistralmente diretto e non privo
di inaspettati tocchi di ironia, che esplora, senza fronzoli né retorica, il dramma di un padre, il suo coraggio, la sua battaglia contro un meccanismo più grande di lui, in un contesto che lo fa sentire “diverso”. Joy parla perfettamente giapponese e vive come un giapponese (lo si evidenzia in molti piccoli particolari e nella lunga sequenza in cui va a lavarsi nei bagni pubblici, abitudine nipponica raccontata da Wim Wenders nel suo bellissimo “Perfect Days”), ma è comunque uno straniero, un “gaijin”. Il titolo originale del film, “Une part manquante”, sottolinea meglio il senso di questa ostinazione, di questa ricerca che sfiora l’ossessione: ritrovare la figlia che è la parte mancante di sé e ritrovare quindi tutto se stesso.

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